Fondazione Edmund Mach (FEM)

 

WP 1 (Coordinamento e diffusione dei risultati)
WP 3 (Biologia, ecologia e controllo di Drosophila suzukii)
WP 4 (Analisi Spaziale)

La Fondazione Edmund Mach (FEM; www.fmach.it) è un istituto senza scopo di lucro che si occupa di ricerca scientifica, istruzione e formazione, sperimentazione, consulenza e servizio alle imprese, nei settori agricolo, agroalimentare e ambientale. Il Centro di Ricerca e Innovazione è il primo centro di ricerca One-Health italiano, che conduce studi interdisciplinari nei settori dell'agricoltura, alimentazione e ambiente con l’obiettivo di contribuire al miglioramento della qualità della vita ed alla crescita sociale ed economica del territorio che lo ospita. Per fare questo è dotato di una struttura moderna e flessibile, che prevede quattro Dipartimenti e una unità trasversale, coordinati dalla Direzione scientifica.

Collegamento con il programma di ricerca interna e strategie

La mission del CRI  è di generare nuove conoscenze per contribuire alla crescita economica e sociale e al miglioramento complessivo della qualità della vita del territorio che lo circonda. Il progetto LExEM calza perfettamente con questa strategia, in quanto le sue attività di ricerca si concentrano sull’introduzione e la diffusione di specie esotiche invasive nel territorio della Provincia di Trento, con dinamiche peculiari rispetto al resto del mondo. L’arrivo di specie invasive, come ad esempio Drosofilia suzukii, sta suscitando preoccupazione nel settore agricolo, mentre l’arrivo della zanzara tigre (Aedes albopictus) e della zanzara coreana (Aedes koreiku) potrebbero avere ricadute sulla qualità della vita. Il progetto LExEM offre l'opportunità ai ricercatori e ai tecnologi della FEM di lavorare a stretto contatto sullo stesso tema - sviluppando sinergie per trovare soluzioni concrete nella sorveglianza degli insetti, nell’analisi dei dati, nella loro interpretazione e modellazione - per poi trasferire in tempo reale sul territorio le conoscenze tecnologiche sviluppate. Questo potenziale è ulteriormente rafforzato dalla possibilità di sviluppare una più stretta collaborazione con gli altri attori del sistema ricerca e innovazione del Trentino, come i partners di progetto, ma anche altri gruppi di ricerca (es il CIMEC), oppure le industrie locali (es Zobele Holdings).

 

Descrizione del gruppo di lavoro

Di seguito una breve descrizione dei gruppi di ricerca e dei collaboratori che prendono parte al progetto:

Annapaola RizzoliAnnapaola Rizzoli ha il ruolo di Coordinatrice del progetto LExEM. Attualmente è Direttore del Centro Ricerca e Innovazione e responsabile dell’unità di ricerca Ecologia Animale. Si occupa di ecologia animale, principalmente di ecologia e gestione della fauna selvatica, con particolare attenzione alla parassitologia ed epidemiologia delle malattie zoonotiche emergenti e della valutazione del rischio correlato alla loro diffusione. Ha studiato e sviluppato diversi modelli di diffusione di malattie emergenti - soprattutto quelle trasmesse da roditori selvatici, zecche e zanzare – che tengono conto dei diversi fattori ambientali, come il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità e cambiamenti dell’uso del suolo. E’ membro della rete VBORNET  del Centro Europeo per il Controllo delle Malattie e di Diversitas-DBED. E’ inoltre Coordinatore scientifico del progetto FP7 Eurowestnile  e WP leader di un altro progetto europeo del 7° programma quadro chiamato EDENext.

Roberto Rosà e Luca Bolzoni (PhD), sono i due matematici che si occupano di sviluppare i modelli sulla diffusione della malattie, con particolare interesse per quelle trasmesse da zanzare e zecche.

Heidi C. Hauffe, responsabile dell’unità di ricerca Biodiversità e Ambiente, da più di 10 anni si occupa di epidemiologia utilizzando l’approccio genetico. In particolare i suoi studi sono focalizzati sulla genetica di popolazione di alcune specie alpine, con particolare attenzione alla filogenesi delle zecche e alle malattie da esse trasmesse.

Markus Neteler è stato coordinatore della piattaforma GIS e Remote Sensing. Ha sviluppato una metodologia innovativa per ricostruire la temperatura del suolo (Land Surface Temperature -LST) dai dati registrati dal sistema satellite MODIS. Usando queste serie temporali di dati ha creato mappe di indicatori di temperatura che mostrano la distribuzione attuale e potenziale di Ae. albopictus e di altri artropodidi interesse sanitario in Europa.
La piattaforma GIS e Telerilevamento si occupa dell’analisi geostatistica delle informazioni spaziali, della creazione e dell'elaborazione degli indicatori ambientali, di genetica di paesaggio e della produzione di modelli ecologici ed epidemiologici.

Ilaria Pertot, responsabile del Dipartimento Agroecosistemi Sostenibili e Biorisorse (DASB), è coordinatrice dell’unità di ricerca Patologia vegetale e microbiologia applicata. Si occupa nello specifico di epidemiologia e biocontrollo delle malattie che colpiscono mela, uva e altre specie coltivate. Le sue ricerche più recenti si concentrano sullo sviluppo di agenti di controllo microbiologico, la valutazione dei loro effetti in natura, il meccanismo di auto protezione delle piante e gli effetti del clima sulla capacità di sopravvivenza e di efficacia degli agenti di biocontrollo.

Gianfranco Anfora, responsabile dell’unità di ricerca Entomologia Agraria. Il suo ambito di ricerca è la comunicazione degli insetti, l'identificazione di segnali chimici inter o intra-specifici attraverso indagini molecolari, elettrofisiologiche e comportamentali. Compie sia studi in laboratorio (es. estrazione e analisi dei segnali chimici, caratterizzazione molecolare dei recettori, elettroantennografia, gascromatografia accoppiata all’elettroantennografia, studi comportamentali in olfattometro o nel tunnel del vento) che studi in campo, per identificare i composti biologici attivi. Lo scopo della sua unità di ricerca è quindi quello di comprendere quali meccanismi biologici sono alla base della percezione e dell'elaborazione degli stimoli sensoriali coinvolti nella comunicazione degli insetti, con l'obiettivo di manipolare il comportamento degli insetti e sviluppare tecnologie innovative per la tutela degli agro-ecosistemi e della biodiversità.

Per il corretto sviluppo del progetto, è prevista una intensificazione della collaborazione scientifica tra CRI e CTT. Prenderà parte al progetto Claudio Ioriatti, responsabile dell’unità del CTT che si occupa di agricoltura biologica. Il suo compito sarà di sviluppare metodi di controllo integrato dei parassiti di melo, vite e piccoli frutti, concentrandosi sull’utilizzo su vasta scala di composti semiochimici, sulla gestione della resistenza agli insetticidi e sul controllo biologico. Egli è membro dell'Organizzazione internazionale per il controllo biologico e in FEM ha il compito di coordinare le attività sperimentali di contenimento di Drosophila suzukii e di diffonderne i risultati ottenuti.